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ELOGIO ALLO SCI DI FONDO

Questo autunno caldo non promette nulla dal punto di vista delle precipitazioni, tuttavia gli appassionati della neve fanno scongiuri e sperano…Tra costoro, anche noi fondisti: abbiamo infatti tolto gli sci a marzo, ma sembra ormai trascorso troppo tempo! Se qualcuno tra voi lettori vuole evitare le lunghe code agli skilift e non essere "infilzato" da uno snowboard impazzito, allora lo sci di fondo è il suo sport! La sezione astigiana del Club Alpino Italiano organizza ormai da più di vent'anni una ricca stagione dedicata agli amanti degli sci stretti, che potranno provare, a partire da gennaio, 'il piacere della scivolata'. Sono previste sei uscite domenicali in autobus con destinazione altrettante stazioni sciistiche votate allo sci di fondo, che saranno scelte in base all'innevamento. In cinque delle sei uscite si svolgeranno corsi di alternato e di pattinato, condotti da maestri professionisti, destinati sia ai principianti sia a chi desidera migliorare il proprio stile. Naturalmente ci rivolgiamo anche a tutti coloro che già 'masticano' pane e sciolina, per condividere lo sport che amiamo.

 

AMBITO E SIGNIFICATO DELLO SCI-ESCURSIONISMO

 

Esiste da alcuni anni e da millenni uno sci itinerante che permette di muoversi leggeri sopra il soffice candore del manto nevoso. Questa disciplina nata, o meglio rinata, negli ultimi vent'anni ha disegnato una nuova dimensione fra gli orizzonti dell'ambiente alpino invernale affiancandosi ad una pratica storicamente consolidata, lo sci-alpinismo, per occupare, al di fuori delle affollate piste battute e della confusione delle stazioni sciistiche, una fascia altitudinale molto ampia ed una nuova dimensione, sviluppando con fantasia una pratica sciistica facile, divertente ed ampiamente appagante. Di semplice approccio per chi dispone di un minimo bagaglio di tecnica sciistica, progettabile su tanti, diversi e crescenti livelli d'impegno sviluppando il concetto di uno sci per tutti i terreni, è in realtà la più remota delle forme di sci conosciute. Ripropone, tra mito e tradizione, grazie a radici che affondano nei ricordi di un tempo e nelle riscoperte di oggi, un rispettoso modo di frequentare l'ambiente alpino invernale con discrezione e leggerezza, portando l'escursionista ad essere senz'altro il protagonista silenzioso che riscopre l'antica fantasia sulle nevi.
Rinato alle soglie del terzo millennio per liberare l'immaginario fondendo l'attrezzatura e la pratica dello sci nordico e dello sci alpino, per continuare anche nei mesi invernali l'attività escursionistica estiva, mantenendone lo spirito di curiosa scoperta nella incredibile cornice di nuove suggestioni e rinnovati stupori, offre a chi lo pratica l'ebbrezza della fluida scivolata che diventa fusione del corpo con l'ambiente naturale, libertà nel movimento, fantasia nel creare percorsi, nel ricercare tracciati sepolti sotto la neve per boschi o su pascoli aperti, variopinto insieme di sport, gioco, cultura ambientale ed avventura alpinistica, puro divertimento dell'animo tra presente, passato e futuro.
Queste sono le intime ragioni di una pratica che si presenta come logica continuazione dell'escursionismo estivo, come possibilità di effettuare escursioni sulla neve, lungo percorsi liberi, con lunghezze e dislivelli variabili, senza ricorrere a tecniche alpinistiche, vivendo la frequentazione della montagna nella magica veste invernale, per ambienti solitari, lontano dal turismo di massa.



L'ATTREZZO
Per sua natura, lo sci da fondo ha una forma del tutto particolare. Se lo si paragona ad esempio a uno sci alpino: lo sci alpino è piatto,possiede delle lamine; questo sci è così concepito perchè deve scivolare e permettere un buon controllo per effettuare delle curve.
Lo sci da fondo ha una doppia funzione: deve avere, certo, una buona scivolata, ma deve anche risalire delle pendenze. Ecco quindi la ragione per la quale lo sci da fondo è arcuato. Questa forma gli permette quindi di essere efficace nelle due situazioni in cui deve operare.Principio di fisica: se si piazza uno sci da fondo su una superficie piana, si può osservare che la sua curvatura fa in modo che solo le sue due estremità tocchino la superficie. Quindi, quando uno sciatore scende su un pendio e il suo peso è equamente distribuito sui suoi sci, la zona centrale dello sci non fa che sfiorare la neve, solo le zone di scivolata "lavorano"
. Per contro, in una salita, lo sciatore effettua un movimento di marcia che trasferisce il suo peso alternativamente da uno sci all'altro. Questo movimento fa sì che lo sci sia totalmente schiacciato sulla neve. La parte centrale dello sci viene quindi messa totalmente in contatto con la neve. Questa terza zona si chiama quindi zona di spinta. Ecco il principio meccanico di uno sci da fondo, e per questa ragione si può capire il motivo per cui il legno è stato rimpiazzato dai materiali sintetici. Questi sono più leggeri, più solidi e offrono una maggiore resistenza alle sollecitazioni.




L'attrezzatura in funzione della tecnica
Due sono le tecniche oggi praticate nello sci di fondo: Il passo alternato o tecnica classica e il passo di pattinaggio o tecnica libera. Queste due tecniche richiedono un equipaggiamento specifico e una preparazione particolare degli sci.

L'equipaggiamento:

Lo sci da skating:
E' uno sci corto. La sua lunghezza è compresa tra l'altezza dello sciatore al minimo e l'altezza dello sciatore + 15 cm. Lo sci deve essere a contatto della neve per tutta la sua lunghezza per favorire la scivolata. La spatola è corta perché viene usato su pista battuta. Gli attacchi sono più rigidi. I bastoncini sono più rigidi e lunghi (all'incirca all'altezza della bocca dello sciatore).

Lo sci da alternato:
E' uno sci più lungo che supera di circa 20 cm. l'altezza dello sciatore.
Lo sci è incurvato e rigido nella zona centrale dove si trova la zona di tenuta. Questa zona non è a contatto della neve se non quando lo sciatore vi trasferisce il suo peso. La spatola è alta e curva. Si tratta di uno sci adatto alla traccia e al fuori pista. I bastoncini sono leggeri e più corti ( sotto l'ascella dello sciatore).

La scarpa da skating:
E' una scarpa molto tecnica che evolve rapidamente. E' alta e articolata per dare un buon sostegno alla caviglia. La soletta è rigida sia longitudinalmente che lateralmente.

La scarpa da alternato:
E' una scarpa molto flessibile longitudinalmente ma rigida in torsione.


L'attrezzatura da sci escursionismo

Per quanto riguarda l'attrezzatura, pur con un quadro di mercato ancora in evoluzione ed una ristretta rete di distribuzione, i criteri essenziali per una razionale dotazione di base del fuoripista sono:
Sci:
robustezza proporzionata alla leggerezza. La lunghezza deriva dalla maggiorazione della statura di 15-20 cm a seconda del peso. La larghezza dello sci alla spatola, originariamente tra i 55-65 mm, si è attestata verso i 75 mm ed oltre per godere della massima stabilità su neve fresca. La laminatura degli sci è indispensabile. La soletta è liscia,sciolinabile, più scorrevole rispetto alle nowax.
Attacchi:
tipo rinforzato (Rottefella) da 75mm unificato Nordic-Norm; molto diffuso è anche il modello Riva, che recupera il vecchio attacco per la discesa. La talloniera è ridotta ad una semplice piastrina sottotacco dentellata.
Pelli di foca:
strisce di materiale sintetico autoadesive, indispensabili per la risalita.
Calzature:
scarponi tradizionali in cuoio o più moderni in materiali sintetici, con buon isolamento termico ed impermeabili,resistenti alla torsione, con puntale rigido e suola tipo "Vibram" valida anche per tratti di avvicinamento o attraversamento a piedi.
Bastoncini: robusti, in lega leggera con buon puntale in acciaio per ghiaccio, altezza all'ascella.


 
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